Ieri Northvolt, il produttore svedese di celle per le batterie delle auto elettriche, ha ufficialmente dichiarato bancarotta come riporta autonews.
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Perché è importante e cosa (forse) non sai sulle batterie
Era visto come il polo europeo delle batterie, la salvezza dell’Europa per rispondere alla Cina. Ma, per capire perché il fallimento di Northvolt è un colpo importante per l’industria automobilistica europea, bisogna spiegare la differenza fra le celle per le batterie e le batterie stesse.
In Europa, già oggi, si assemblano batterie per le auto elettriche: per farla semplice, si mettono in una “scatola” le celle che arrivano dalla Cina. Northvolt, invece, avrebbe dovuto creare proprio le celle, le componenti base delle batterie, in Europa, portando quindi ricerca e innovazione.
Assemblare batterie con celle di altri Paesi, infatti, non porta a sviluppare un’economia e una conoscenza tecnologica come la produzione “in casa” delle celle.
13 miliardi bruciati, chi ha investito in Northvolt?
Nata nel 2015, Northvolt negli hanno ha ricevuto 13 miliardi di investimenti che sono stati “bruciati” nell’operatività ma che non hanno consentito alla startup di continuare a ottenere finanziamenti per raggiungere il punto in cui l’azienda avrebbe potuto iniziare a sostenersi. Tra gli investitori, c’erano anche BlackRock e Goldman Sachs, ma anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova
Chi comprava le batterie di Northvolt
Volkswagen è fra i soci dell’azienda, ma è stato il buco di ordini per 2 miliardi da parte di BMW, tiratasi indietro, che ha creato le difficoltà per l’azienda che contava su quegli incassi. Con la bancarotta in Svezia, dopo quella negli USA dove si trova l’altra sede, Northvolt ha ufficialmente chiuso i battenti e ora andrà tutto in mano al liquidatore che dovrà vendere le attività rimanenti per cercare di pagare i creditori.