Uattzy, il brand appena nato dalla fusione di tre colossi del settore (E-Shore, GASGAS ed EnerMia), ha annunciato un piano ambizioso che potrebbe cambiare radicalmente il panorama della ricarica per veicoli elettrici nel nostro Paese.
Sommario
Un piano coraggioso: 10.000 colonnine entro il 2030
“Oggi contiamo più di 1.300 punti di ricarica, ne abbiamo 4.000 in arrivo e puntiamo a 10.000 entro il 2030. E non abbiamo intenzione di fermarci.” Con queste parole, Alessandro Vigilanti, CEO di Uattzy, ha ufficialmente lanciato la sfida ai grandi player del settore durante l’evento KEY – The Energy Transition Expo di Rimini.
Un annuncio che arriva in un momento cruciale per il mercato italiano, dove l’infrastruttura di ricarica, seppur in crescita (+27% nel 2024), mostra ancora enormi disparità territoriali. Se la Lombardia vanta 12.926 punti di ricarica, la Sicilia ne conta appena un decimo, creando un divario Nord-Sud che frena la diffusione dei veicoli elettrici o, quantomeno, la rende asimmetrica.
100% energia rinnovabile: la promessa di sostenibilità
Ciò che distingue Uattzy dai competitor è l’impegno a utilizzare esclusivamente energia proveniente da fonti rinnovabili per alimentare le proprie colonnine. Una scelta che risponde perfettamente alle esigenze delle nuove generazioni, sempre più orientate verso la mobilità sostenibile.
Secondo un recente sondaggio di Economist Impact su 3.750 giovani tra i 18 e i 30 anni, la quota di proprietari di veicoli elettrici aumenterà del 50% nei prossimi dieci anni, passando dall’attuale 23% al 35%. Un trend che Uattzy punta a intercettare, posizionandosi come alternativa ai network di ricarica tradizionali.
L’impatto sull’industria automobilistica italiana
L’espansione della rete di ricarica potrebbe accelerare la transizione verso la mobilità elettrica in Italia, dove la quota di mercato dei veicoli elettrici è ferma al 5%, contro il 17,4% della Francia e il 21,3% del Regno Unito.
La vera sfida sarà mantenere le promesse e realizzare il piano ambizioso di espansione, in un mercato sempre più competitivo e in rapida evoluzione. Se Uattzy riuscirà nel suo intento, ci sarà una distribuzione più capillare delle colonnine di ricarica. Ma sono veramente così poche in Italia? In realtà no, e lo scopriamo con l’ultimo report sulla situazione delle colonnine fotografata al dicembre 2024.