Sono giorni intensi per il futuro delle auto elettriche in Europa. La domanda che tutti si fanno è: guideremo solo auto elettriche dal 2035? Facciamo il punto della situazione con gli ultimi annunci da parte dell’Unione Europee.
Sommario

Cosa sono le multe per eccesso di emissioni CO2 auto?
Il problema più immediato dei produttori di auto è quello delle multe. L’Unione Europea ha creato un sistema di multe per le case automobilistiche che vendono troppe auto inquinanti. Ogni produttore deve rispettare un limite massimo di emissioni di CO2 per le auto che vende durante l’anno. Se supera questo limite, deve pagare 95 euro per ogni grammo di CO2 in eccesso, moltiplicato per tutte le auto vendute.
Per esempio, se un’azienda vende 1 milione di auto e supera il limite di 2 grammi, dovrà pagare 190 milioni di euro di multa. Questo ha spinto i produttori a creare più auto elettriche e ibride, e a migliorare i motori tradizionali per consumare meno carburante e inquinare di meno.

Multe per emissioni di CO2: c’è più tempo per evitarle
L’obiettivo del 2025 avrebbe costretto i produttori a pagare multe salate oppure a produrre meno auto, perché – purtroppo – non riescono a vendere abbastanza auto elettriche. L’Unione Europea, anche per via della situazione geopolitica con i dazi degli USA in agguato, ha deciso di dare più tempo ai produttori che avranno 3 anni per raggiungere gli obiettivi del 2025 al posto di 1 anno come da regola.
Il Regolamento UE 2019/631 per le emissioni CO2 auto imponeva, per il 2025, una riduzione delle emissioni di CO2 del 15% rispetto ai livelli del 2021, ovviamente riferite alle auto nuove. E, se non cambieranno le regole, entro il 2030 bisognerà ridurre del 55% (sempre rispetto al 2021) e nel 2035 non si potranno vendere auto benzina e diesel tranne alcune eccezioni per i carburanti sintetici, detti anche e-fuel.
Significa che se la media delle emissioni delle auto era di 95 g/km nel 2021, l’obiettivo 2025, che i produttori dovranno raggiungere entro tre anni (2028), è di 80,75 g/km.

Transport & Environment: bene, ma che sia l’ultima volta
T&E è la lobby della mobilità elettrica. In risposta all’annuncio dell’UE, Transport & Environment ha commentato che questo rinvio è positivo perché serve a far sopravvivere la produzione di auto in Europa, ma deve essere l’ultima concessione altrimenti rischiamo di perdere terreno rispetto alla Cina che va avanti con lo sviluppo della tecnologia delle auto elettriche.
La stima di T&E è che la concessione di questi 2 anni in più (1 anno di margine è infatti già previsto dalla normativa) porterà a vendere 880.000 elettriche in meno da qui al 2027. Secondo il direttore di T&E Italia, Andrea Boraschi, ulteriori concessioni daranno un vantaggio alla Cina, oltre al fatto che i trasporti in UE sono responsabili del 22% delle emissioni di gas serra.
Proprio in questi giorni, Volkswagen ha dato una risposta non detta con il prototipi di ID. Every1, l’auto elettrica da 20.000€ prevista per il 2027. Sarà questo modello, infatti, a dover convincere gli europei che cercano un’utilitaria ad abbandonare i motori benzina o ibridi.

L’Unione Europea sosterrà la produzione di auto elettriche
Tra gli annunci c’è però una nota positiva se siete fan della mobilità sostenibile: l’Unione Europa vuole sostenere la produzione di batterie all’interno dei suoi confini. Questo significa che i produttori extra-comunitari, come i cinesi ad esempio, potranno venire qui a produrre batterie, ma dovranno farlo creando valore e portando conoscenze e tecnologia.
D’altronde è lo stesso metodo che ha usato la Cina in passato: i brand occidentali, ad esempio quelli tedeschi, erano costretti alla regola “uno di noi, uno di voi”. Infatti i cinesi facevano produrre nel loro territorio a basso costo, ma costringevano gli Occidentali a condividere le conoscenze. Il risultato? Ora le stanno usando per creare dei brand cinesi più evoluti di quelli europei…
L’ingenuità con cui sin qui abbiamo sostenuto l’insediamento dell’industria delle batterie cinesi in Europa deve volgere al termine. Se l’UE è seria riguardo alla produzione domestica di questa tecnologia pulita, incentivi finanziari focalizzati sulla crescita di un’economia di scala e requisiti di contenuto locale devono essere messi in campo ora. A tre anni dal varo dell’Inflation Reduction Act (IRA) statunitense, il tempo delle valutazioni è finito. Il sostegno economico dovrà essere garantito a tutti i produttori, ma alle aziende straniere va posta la condizione di condividere le loro conoscenze, proprio come i produttori europei hanno dovuto fare per anni fuori dal nostro continente – Andrea Boraschi, T&E
L’UE sosterrà con incentivi alla produzione di batterie, ma solo se questa produzione creerà valore per le aziende europee: insomma, niente incentivi per le fabbriche cacciavite, quelle fabbriche che stanno sì nel territorio europeo, ma semplicemente assemblano pezzi creati altrove. Un esempio? Le auto del marchio DR: copie identiche alle auto cinesi di Chery che non sono affatto made in Italy, in Italia viene solo cambiato il marchio originale con il (brutto secondo me) marchio DR.